LA COMMISSIONE SI PREPARA PER EMENDARE ALCUNE REGOLE SULL’ICE

Da Bruxelles arrivano notizie abbastanza positive per i sostenitori dello strumento di Iniziativa dei Cittadini Europei – ICE. Infatti, anche se le revisioni assolutamente indispensabili del regolamento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sono in programma ufficialmente solo per l’anno 2015, gli Stati membri e la Commissione progettano di modificare alcune regole pertinenti le ICE già a partire dal mese di ottobre 2013.


Su richiesta degli Stati membri, la Commissione ha, difatti, pubblicato una proposta di Regolamento emendativo che introduce diverse modifiche agli allegati II e III del regolamento che riguarda l’ICE. I due cambiamenti più importanti sono: la rimozione degli onerosi dati richiesti a Lussemburgo (i numeri dei documenti d’identificazione personali) e l’accettazione delle firme dei cittadini olandesi che sono residenti all’estero.


Inoltre, il processo di raccolta di informazioni sugli organizzatori delle ICE stessi verrà semplificato secondo l’allegato II. Infatti, i sette membri del comitato dei cittadini organizzatori dovranno includere determinati documenti sin dall’inizio del processo di registrazione, come ad esempio i nomi per intero, gli indirizzi postali, le nazionalità, le date di nascita, e i loro numeri di telefono, riducendo così la possibilità che le richieste per la registrazione siano respinte perché i comitati dei cittadini organizzatori non sono stati formati in conformità con i requisiti espressi nel regolamento stesso.


Anche la modifica dell’allegato III comporterà un importante passo nella storia dell’ICE poiché andrà a occuparsi proprio degli aspetti più sensibili del processo di richiesta dati e delle raccolte firme. Com’è stato affermato nel memorandum esplicativo, diversi paesi, oltre il Lussemburgo, si sono già mossi su questa traiettoria, alleggerendo il processo di registrazione delle ICE: i Paesi Bassi hanno infatti richiesto l’aggiunta della possibilità per i nazionali olandesi residenti all’estero di usare la dichiarazione olandese del modulo di sostegno; la Spagna ha domandato invece che la richiesta di un indirizzo permanente fosse rimosso e che la data di nascita dei firmatari divenisse invece un campo obbligatorio; la Francia ha chiesto che la lista di documenti d’identificazione personali utilizzabili durante la registrazione venga limitata al passaporto e alla carta d’identità nazionale e che, come nelle richieste partite da Madrid, che la data di nascita venisse segnata come obbligatoria; l’Irlanda ha richiesto invece la rimozione del luogo di nascita; ed infine la Slovenia che la carta d’identità ed il passaporto fossero sostituiti da un numero di identificazione personale.


Nonostante ciò, in linea generale, queste modifiche vengono da varie organizzazioni ed enti ritenute ancora insufficienti per garantire un’effettiva implementazione nella pratica dello strumento ICE. Gli emendamenti che sono stati annunciati hanno infatti alimentato opinioni contrastanti.
Come sostenuto dalla Commissione a dalla Associazione “The ECI Campaign” – una ONG che lavora per assicurare una corretta implementazione dello strumento ICE- queste proposte di modifiche vanno interpretate, per il momento, come un’iniziale miglioramento valido verso tutte le parti coinvolte (cioè i firmatari, gli organizzatori delle iniziative e le autorità degli stati membri che sono incaricate a verificare le dichiarazioni di sostegno).


Questi emendamenti arrivano però con un certo ritardo e sono ancora troppo deboli se non contraddittori perché facciano in modo che lo strumento ICE possa funzionare con maggiore incisività. Inoltre, non tutti i cambiamenti apportati probabilmente miglioreranno lo strumento. Infatti, la Francia, per esempio, scegliendo di richiedere molti più dati personali – come ad esempio il luogo di nascita oltre al numero di un documento d’identità personale-, chiaramente renderà più complessa la raccolta ICE. Inoltre, visto che l’atto delegato non sarà vincolante prima degli inizi di ottobre 2013, dopo che il Parlamento Europeo ed il Consiglio avranno raggiunto un’intesa, gli allegati modificati potranno valere unicamente per le nuove ICE, che saranno registrare in futuro.


Sia il successo, sia l’eventuale insuccesso di questi emendamenti può esser fatto risalire al fatto che nel 2011, al tempo della definizione del regolamento attuativo generale, i 27 Stati membri decisero di accettare la linea dei diversi requisiti di identificazione e validità per ogni Paese. Questo ha portato ad una situazione in cui in alcuni Paesi sembra che i requisiti formali per usufruire dell’ICE tendono piuttosto a volerli rafforzare (in Francia e in Spagna), mentre in altri Stati membri queste barriere tendono piuttosto a essere diminuite, tendendo maggiormente alla semplificazione (ad esempio nei Paesi Bassi, in Finlandia e in Germania).


Sicuramente è incoraggiante vedere l’abolizione del requisito di fornire il numero del documento d’identità personale in paesi come il Lussemburgo, 18 Stati membri preferiscono invece ancora continuare a chiedere queste generalità. Anche le modifiche apportate nei Paesi Bassi sono importanti perché assicurano che i cittadini olandesi abbiano l’opportunità di sostenere un’ICE ovunque essi risiedano; contemporaneamente però, milioni di cittadini europei sono privati di questo diritto, come ad esempio ai cittadini irlandesi residenti fuori dall’UE o ai cittadini europei residenti in Austria. Rimane capire se altre norme nazionali cambieranno nei prossimi tempi in modo non coordinato o se vi sarà piuttosto la volontà di cercare anche soluzioni comuni di tipo diverso, con l’obiettivo di dare a tutti i cittadini dell’UE la stessa opportunità e le stesse condizioni per usufruire del loro diritto di sostenere e iniziare un’ICE.


Fonte: www.citiziens-initiative.eu

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