Compie 1 anno l’iniziativa dei cittadini, ma non vi è ancora molto da festeggiare.

Compie 1 anno l’iniziativa dei cittadini
Un anno fa entrava in vigore il regolamento europeo che rendeva concretamente utilizzabile lo strumento dell’iniziativa dei cittadini europei (ICE) contenuta nell’articolo 11 del Trattato dell’Unione Europea, ma già molti ritengono che serva una revisione.

Questo strumento di democrazia partecipativa diretta istituito dal Trattato di Lisbona, ma in realtà nato dai lavori della Convenzione che aveva redatto il progetto di Costituzione per l’Unione europea e attraverso il quale i cittadini possono chiedere alla Commissione UE di legiferare su un determinato tema, secondo diverse organizzazioni della società civile e anche vari parlamentari europei, con le modalità attuali non riesce a funzionare come dovrebbe.

Operativo dal 1 aprile 2012, finora nessuna delle iniziative è riuscita a raggiungere la fatidica soglia di 1 milione di firme provenienti da almeno 7 paesi diversi con determinate quote entro un anno di tempo. Delle 27 proposte inviate a Bruxelles, 8 sono state respinte dalla Commissione perché gli ambiti di legislazione non rientravano nelle competenze previste. Cinque, invece, sono state ritirate dagli stessi organizzatori, di cui tre per poter far ripartire il periodo di raccolta firme. Solo un'iniziativa, a favore dell'acqua pubblica, e' riuscita a superare la soglia del milione di firme, ma non e' stata raggiunta ancora la quota prevista paese per paese.

In tutto quindi sono attualmente 14 quelle aperte alla firma e che coprono degli ambiti piuttosto variegati delle politiche in cui è competente anche l’UE, molte di queste rientrano nella sfera della richiesta di alcuni diritti civili e sociali o sono in tema ambientale. Altre riguardano problematiche più circoscritte “quasi di nicchia”. Stato delle ICE al 25.03.2013. Scarica la tabella icon ECI Poster Tabelle (158.58 kB)

Nove di queste iniziative, però, tra cui quella sull'acqua, si sono viste concedere dalla Commissione UE più tempo proprio alla luce dei problemi incontrati dagli organizzatori, specie nell’allestimento di un sistema di raccolta elettronico delle firme via web, che corrispondesse a tutti i requisiti richiesti.

Sicuramente vi sono ancora troppe persone nell'UE che non sanno di questo strumento, e dall'altro ci sono troppo poche iniziative cittadine che sembra possano farcela a raccogliere le firme necessarie. Per questo da più parti si chiede alla Commissione europea di avviare un processo di consultazione pubblica per la revisione delle modalità di attuazione dell’ICE.

Affinché questa possa davvero funzionare, servirebbero campagne di informazione mirate, il prolungamento dei tempi della raccolta firme a 18-24 mesi, la semplificazione di alcune procedure e fornire più supporto agli organizzatori. Il nuovo sito www.cittadinanzaeuropea.it e le altre attività previste dal progetto “Cittadini europei si diventa” cercherà di dare il suo piccolo contributo in tal senso.

Stefano Milia – CIME