PRENDE PIEDE LA RICERCA SULL’ICE

Negli ultimi anni, la letteratura accademica dedicata all’argomento dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE)  non solo si è moltiplicata, ma sembra anche aver avuto un vero e  proprio impatto geografico, andando a interessare studiosi di ogni parte dell’Unione Europea e del mondo, in particolare provenienti dalle discipline sociologiche e politologiche. Difatti, il numero di articoli e di monografie che analizzano, criticano e valutano il più innovativo strumento di democrazia partecipativa dell’UE, è aumentato notevolmente, soprattutto negli ultimi anni.
La ricerca è una delle parti fondamentali dello sviluppo e della crescita dello strumento ICE stesso. Rappresenta, infatti, il primo passo per dare la possibilità a ogni cittadino europeo di informarsi, di scoprire quali sono realmente i suoi diritti, di vivere attivamente il proprio ruolo di cittadino europeo, e di richiedere cambiamenti lì dove lo strumento non appare soddisfacente. La ricerca è diventata negli ultimi anni un vero e proprio mezzo per monitorare il processo d’implementazione dell’ICE, permettendo di rintracciarne eventuali criticità.
Un chiaro esempio di come l’interesse intorno a tale strumento abbia permesso ai cittadini di scuotere anche i giochi politici delle tre principali istituzioni dell’UE – la Commissione, il Consiglio, ed il Parlamento europeo – è rappresentato dalla recente notizia che la Commissione, accogliendo le richieste degli Stati Membri, abbia intenzione di modificare alcune regole pertinenti le ICE già a partire dal mese di ottobre 2013, andando quindi ad anticipare alcuni dei punti che dovevano essere trattati da programma solo nell’anno 2015. Tali cambiamenti sono finalizzati a rendere più accessibile non solo il processo di raccolta firme, ma anche la registrazione dell’ICE stessa.
Sicuramente la crescita della ricerca nel campo ICE ha promulgato l’interessamento alla questione, raggiungendo l’obbiettivo di mobilitare ed informare sempre più persone al dibattito. Tuttavia, la maggior parte dei cittadini dell’UE si mostrano ancora molto ignoranti nei confronti di questo strumento, come dimostrano anche le troppe poche iniziative cittadine che sembrano riuscire a raccogliere le firme necessarie per essere prese in considerazione.
Dopo la scadenza del 1 novembre 2013 di molte delle prime ICE presentate, ci si può, inoltre, realisticamente attendere che vi sarà un nuovo aumento delle pubblicazioni e delle analisi per confrontare ed indagare sugli elementi che hanno influito sul successo o insuccesso delle diverse raccolte di sostegno effettuate fino ad ora.
Gli approfondimenti forniti da parte dei ricercatori sono un ottimo primo passo, ma ancora troppo piccolo, per realizzare appieno il potenziale dell’ICE: c’è il bisogno –o meglio, urgenza - di organizzare campagne informative mirate, utilizzare con bravura i social media, nel tentativo di raggiungere ogni singolo cittadino europeo, perché l’ICE, in fondo, è un qualcosa che può portare benefici ad ognuno di noi, e sembriamo dimenticarcene troppo spesso.
www.cittadinanzaeuropea nella sua rubrica, “HANNO SCRITTO DELL’ICE” offre un panorama di articoli, saggi e monografie sul tema apparse in varie lingue.