La gestione di un ICE

Il Comitato presentatore è responsabile della raccolta delle dichiarazioni di sostegno dei firmatari per una proposta di ICE. Per la raccolta delle firme possono essere utilizzati soltanto moduli conformi.
Prima di iniziare la raccolta, il Comitato compila i moduli con le informazioni relative alla proposta, come riportato sul registro della Commissione. Le firme possono essere raccolte su carta o per via elettronica.
I firmatari possono dichiarare una sola volta il loro sostegno ad una proposta di ICE. Le firme possono essere raccolte per un periodo non superiore a 12 mesi dalla data di registrazione.

Se le firme sono raccolte per via elettronica, il Comitato chiede all’autorità competente dello Stato membro nel quale saranno archiviati i dati, di certificare che il sistema di raccolta per via elettronica assicuri che: solo le persone fisiche possano firmare; i dati immessi siano raccolti, conservati e protetti in modo adeguato; il sistema sia in grado di produrre le dichiarazioni di sostegno secondo il modulo conforme. La certificazione emessa dall’autorità viene pubblicata sul sito web di raccolta delle firme.

La realizzazione di un sistema di raccolta che assolva a tutti i criteri previsti, ad oggi ha incontrato spesso molte difficoltà e comportato gravi ritardi, però da qualche tempo la Commissione ha sviluppato dei sistemi e delle procedure in grado di venire incontro ai promotori in questo passaggio tecnicamente piuttosto complesso.

Un’ICE deve essere firmata da cittadini di almeno 7 Stati membri. In ciascuno di questi 7 Stati, il numero minimo di firmatari deve essere almeno pari al numero di membri nazionali eletti al Parlamento Europeo moltiplicato per 750 (ad es. In Italia si eleggono 72 membri del P.E. che moltiplicato per 750 da il numero minimo di firmatari per un’ICE presentata in Italia, ovvero 54.000 firme).

Alcuni Stati membri hanno scelto di che siano considerate valide solamente firme di coloro che risiedono sul proprio territorio mediante contemporanea indicazione dei riferimenti di un documento valido di identità, per altri paesi questo non risulta necessario. Comunque, per la prima volta in Italia, tale sistema non necessità delle complesse procedure di autenticazione delle firme previste da varie altre regolamentazioni relative a istituti di democrazia diretta attualmente vigenti.

Dopo aver raccolto le firme necessarie, il Comitato presenta alle autorità competenti le dichiarazioni di sostegno per la verifica e la certificazione. La documentazione è presentata allo Stato membro in cui il firmatario risiede o di cui è cittadino o che ha rilasciato il documento d’identità indicato. Entro un periodo di tre mesi dalla richiesta le autorità competenti rilasciano un certificato attestante il numero di firme valide raccolte.

Le firme raccolte in Italia (o utilizzando il modulo di raccolta elettronico valido per l’Italia) saranno oggetto di verifica secondo le modalità e i criteri stabiliti dal DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA del 18 ottobre 2012 , n. 193 (pubblicato in GU N. 267 del 15 Novembre 2012).

Dopo aver ottenuto i certificati dai vari Stati membri, il Comitato può presentare alla Commissione la propria ICE. La Commissione, a questo punto, pubblica l’iniziativa sul suo registro; riceve il Comitato per discutere dei temi dell’iniziativa; ed entro 3 mesi espone in una comunicazione le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo all’ICE, e le eventuali azioni che intende intraprendere. La comunicazione è notificata al Parlamento, al Consiglio, al Comitato dei Cittadini ed è resa pubblica.
Infine il Comitato ha anche l’occasione di presentare la propria iniziativa in un’audizione pubblica presso il Parlamento Europeo alla presenza di un membro della Commissione.

Se la Commissione decide di adottare una proposta legislativa a seguito di un'iniziativa dei cittadini, essa dovrà poi seguire la pertinente procedura legislativa, dovrà quindi, per acquisire forza di legge, essere esaminata e quindi adottata dal legislatore dell’Unione europea. In genere congiuntamente il Parlamento europeo e il Consiglio, oppure, in alcuni casi, soltanto una delle due istituzioni, ognuna delle quali avrà la possibilità di introdurre emendamenti o di non adottare proprio l’atto in questione.