Democrazia partecipativa UE (art. 11 TUE)

Mentre la democrazia rappresentativa si esprime attraverso istituzioni elettive come il Parlamento europeo, la democrazia partecipativa ha ora trovato espressione nei Trattati europei nella forma di nuovi strumenti come l’iniziativa dei cittadini europei.

Il Trattato di Lisbona riunisce in un apposito titolo (Titolo II del TUE “Disposizioni relative ai principi democratici”) le disposizioni intese a conferire maggiore visibilità al principio democratico insito nel funzionamento dell’Unione. Tale principio viene affermato e specificato nelle sue diverse configurazioni: la democrazia come rappresentanza e la democrazia come partecipazione all’attività pubblica. Pertanto, per un verso, il funzionamento dell'Unione si fonda sul principio della democrazia rappresentativa, secondo il quale i cittadini sono direttamente rappresentati nel Parlamento europeo, mentre gli Stati membri sono rappresentati «nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e al Consiglio dai rispettivi governi a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini» (art. 10 TUE).


Per altro verso, viene introdotto il principio della democrazia partecipativa che diviene così uno degli strumenti del funzionamento dell’Unione. In virtù di questo principio i cittadini europei e le associazioni rappresentative sono incitati a partecipare attivamente alla vita dell'Unione, facendo conoscere le loro opinioni. A tal fine le istituzioni dell’Unione danno la possibilità, attraverso gli opportuni canali, di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione, nonché mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile (art. 11, paragrafi 1 e 2, TUE).

La principale innovazione nell’ambito della democrazia partecipativa è comunque rappresentata dalla previsione di un diritto di iniziativa popolare che consente ad almeno un milione di cittadini europei, appartenenti ad un numero significativo di Stati membri, di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa (art. 11, paragrafo 4, TUE). L’iniziativa popolare é limitata ai settori per i quali i Trattati conferiscono alla Commissione europea un potere di iniziativa legislativa e deve, inoltre, riguardare materie in merito alle quali i cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei Trattati. Le procedure e le condizioni richieste per la presentazione di tale iniziativa sono fissate, conformemente all’ art. 24, comma 1 TFUE, da un apposito regolamento.

Per approfondire:

L’articolo 11 del Trattato sull’Unione Europea offre ben quattro strumenti di partecipazione transazionale: informazione, consultazione, dialogo e definizione dell’agenda.

Articolo 11:

  1. Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell’Unione.
  2. Le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile.
  3. Al fine di assicurare la coerenza e la trasparenza delle azioni dell’Unione, la Commissione europea procede ad ampie consultazioni delle parti interessate.
  4. Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei Trattati.

Le procedure e le condizioni necessarie per la presentazione di una iniziativa dei cittadini sono stabilite conformemente all’articolo 24, primo comma del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea: